29/07/2021 / 2 minuti

Superbotanicals Farm

La collaborazione tra Idromeccanica Lucchini ed ENEA, ha portato in primis alla sperimentazione sulla vertical farming e successivamente all’idea di Cultipharm, ha origini ormai lontane nel tempo e nasce dalla necessità di migliorare le tecniche di coltivazione per ottenere prodotti migliori e a bassissimo impatto ambientale. Come ricorda l’Architetto Gabriella Funaro, la prima idea di coltura verticale nasce dall’osservazione delle sterminate coltivazioni di pomodoro Pachino in Sicilia che, pur rappresentando una eccellenza territoriale, hanno un enorme impatto ambientale. La stessa coltura, infatti, sviluppata in verticale, consentirebbe un consistente risparmio di suolo e materie plastiche per la pacciamatura che diversamente si riversano poi in mare causa dispersione e degrado delle stesse.

Superbotanicals per l’industria farmaceutica

Da allora la sperimentazione Lucchini ha fatto molti passi avanti e oggi, con la coltura in teche e in fitotrone, si è sviluppata per costruire un vero e proprio modello di business nel campo della nutraceutica, della farmaceutica, dell’industria cosmetica e dei pigmenti coloranti. La coltura in teche all’interno del fitotrone ha consentito lo sviluppo di specie botaniche da estrazione, particolarmente interessanti per gli specifici principi attivi. L’ambiente controllato del fitotrone ha permesso un importante aumento di resa delle specie botaniche e, allo stesso tempo, una maggiore concentrazione di principi attivi. Proprio per queste caratteristiche tipiche del sistema Cultipharm, Alessandro Algeri ha coniato il termine “Superbotanicals”, poiché, a tutti gli effetti, ci si trova dinnanzi a prodotti botanici di livello decisamente superiore rispetto a quelli coltivati in pieno campo.

Come si coltivano i Superbotanicals

Le piante selezionate per diventare Superbotanicals sono generalmente piante con un rateo di crescita elevato e che non superino i 90/100 cm di altezza. Ciò consente sia di sfruttare al meglio gli spazi di coltivazione verticale, sia di far permanere la pianta all’interno del fitotrone per un tempo limitato con un maggiore controllo generale della coltivazione. I fitotroni all’interno dei quali sono coltivati i Superbotanicals sono veri e propri microcosmi controllati da remoto, che possono essere programmati con tutte le variabili specifiche per ottimizzare la crescita della pianta. Attraverso il controllo da remoto è possibile stabilire: le ore di luce e la tipologia di illuminazione, la temperatura, l’umidità, il flusso d’aria e la tipologia di fertirrigazione da somministrare ai Superbotanicals. Allo stesso tempo possono essere controllati i tipi di substrato da utilizzare, gli input di stress della pianta, e tutto quello che serve per permetterle di esprimere al meglio i propri principi attivi. All’interno del fitotrone si possono modulare tutti questi parametri, in modo da sperimentare le migliori condizioni per ogni botanico e ottenere il massimo della qualità.

Più cicli di produzione

Essendo il fitotrone un ambiente estremamente controllato, il modello Cultipharm consente di agire su ogni classe di molecole di principio attivo della pianta. È possibile lavorare sui “tempi balsamici” per esprimere al meglio ogni classe di molecola modificando i fattori ambientali. Si possono sviluppare più protocolli coltivi per lo stesso botanico, in modo da fargli esprimere al meglio ciò che serve di volta in volta. Si ottiene così una produzione stabile, controllata e garantita che avviene naturalmente, senza interventi genetici o altre manipolazioni.

Naturalità e rispetto per l’ambiente

Il fitotrone del modello Cultipharm è un ambiente pulito e controllato, non influenzato da fattori esterni che possono compromettere la crescita e lo sviluppo della pianta come i danni causati da improvvise variazioni climatiche. Nessun agente patogeno può entrare all’interno dei fitotroni, quindi i Superbotanicals sono coltivati senza l’utilizzo di fungicidi, pesticidi, erbicidi o altro. Il che, oltre a renderli più sostenibili (niente inquinamento di suolo o falde acquifere), permette una certificazione “residuo zero”, tecnicamente un riconoscimento a più alto valore aggiunto del tradizionale biologico. Essendo coltivati fuori suolo non possono essere inquinati da metalli pesanti o altre tossine presenti nel terreno. La coltivazione in vertical farm entra a pieno titolo nel concetto di agricoltura sostenibile poichè consente inoltre un importante risparmio di risorse idriche (95% in meno di consumo di acqua rispetto alla coltivazione in pieno campo), elimina il problema della cementificazione e dello spreco di suolo e può avvalersi di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Principi attivi e integratori

I Superbotanicals di Cultipharm consentono la produzione di diversi integratori che possono essere controllati e certificati dal seme all’estratto fino al processo di commercializzazione. È possibile lavorare per estrazione ma anche utilizzare il fitocomplesso, la pianta ottenuta col sistema Cultipharm risulta talmente ricca da rendere inutile la concentrazione in più fasi. Il principio attivo così ottenuto, essendo completamente naturale risulta più assimilabile e biodisponibilele. Oltre alla concentrazione dei principi attivi, col metodo Cultipharm è possibile agire anche per variare la presenza di oligoelementi, infatti possono essere aumentate le quantità di zinco, rame, o altri materiali, senza alterare la genetica della pianta, ma agendo in maniera totalmente naturale, il tutto senza entrare nelle dinamiche “novel food”. Tutta la filiera è 100% certificata da Cultipharm.

Alessandro Algeri R&D Department Follow on Linkedin
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