03/08/2023 / 5 minuti

La potenza del germoglio: un approccio innovativo al suo utilizzo

La tecnologia del vertical farming rappresenta la chiave di volta nel settore delle officinali, sia dal punto di vista della sostenibilità che dell’impatto ambientale, punti cardine per lo sviluppo tecnologico e per l’innovazione. Grazie al metodo Cultipharm si possono ottenere dei veri e propri ‘superactive’, minimizzando il dispendio energetico ed ottimizzando il profilo fitochimico dei botanici, sempre nell’ottica della qualità e della garanzia di sicurezza

 

Il tessuto Meristematico: la chiave per la crescita e l’adattamento delle piante 

Nel mondo delle piante officinali esiste una vasta gamma di metaboliti di interesse, ed il loro sviluppo prevede tempi di crescita della pianta potenzialmente anche molto lunghi, per non parlare dell’eventuale accrescimento della porzione aerea. Per conciliare evoluzione tecnologica e coltivazione in vertical farm, Cultipharm si è spinta nella ricerca di un’affinità di metaboliti tra il germoglio e la parte della pianta di interesse tradizionale, rifacendosi anche alla filosofia di base della gemmoterapia, che studia il potenziale di utilizzo dei tessuti meristematici.

Il tessuto meristematico vegetale è un tessuto indefinito, giovane ed è costituito da cellule indifferenziate totipotenti, l’equivalente delle nostre staminali. I tessuti meristematici sono caratterizzati da un profilo fitochimico altamente vario e complesso; tra le principali molecole di interesse troviamo un’elevata concentrazione di acidi nucleici, fattori di crescita, flavonoidi, ormoni vegetali, polifenoli, sali minerali e vitamine. I metaboliti secondari che vengono sviluppati a partire dallo stadio embrionale permettono l’accrescimento e l’adattamento della pianta alle condizioni ambientali, oltre alla protezione contro le infestazioni.

 

L’applicazione del metodo Cultipharm ai germogli 

È importante sottolineare che la produzione di metaboliti secondari nei germogli può essere influenzata da diversi fattori, come la genetica della pianta e le condizioni ambientali. Questo ha dato lo spunto per l’applicazione del metodo Cultipharm alle piante di interesse, ricercando la combinazione perfetta tra i principali fattori coinvolti nella crescita, al fine di ottenere il profilo fitochimico ottimale per l’utilizzo del prodotto, a partire dal germoglio. 

Numerosi studi hanno dimostrato, infatti, come il germoglio presenti un’espressione di metaboliti secondari del tutto affine a quella del frutto o del seme, rappresentando quindi una risorsa che permette di ridurre notevolmente i tempi di produzione, garantendo la qualità dei principi attivi presenti nella pianta matura. 

Grazie a questa nuova tecnica possiamo quindi ottenere, in tempi ridotti, un prodotto superiore, che presenti tutta la complessità e la potenza del germoglio, con le stesse possibilità di applicazione della pianta matura.