24/05/2021 / 2 minuti

Vertical Farm per l’industria farmaceutica

L’agricoltura del futuro
Le sfide del futuro necessitano di nuove soluzioni tecnologiche. Il consumo di suolo, lo spreco di acqua, l’utilizzo massiccio di pesticidi e la crescente richiesta di prodotti agricoli hanno mostrato quanto l’agricoltura si debba rinnovare per aumentare la produttività, migliorando anche la qualità, compatibilmente con un bassissimo impatto ambientale.
Già dal 2015 Idromeccanica Lucchini, in partnership con Enea, ha presentato all’Expo di Milano il progetto BoxXland: una soluzione basata sulla vertical farm e l’agricoltura aeroponica e idroponica.


Cos’è la Vertical Farm
La vertical farm è un tipo di coltura in serra che consuma pochissimo suolo perché si sviluppa in altezza. Trovandosi in un ambiente chiuso e isolato dall’esterno, non è condizionata dagli eventi atmosferici, non necessita di terreno come substrato, non contempla l’uso di pesticidi e consente di controllare e minimizzare l’utilizzo di acqua, oltre che di ridurre al minimo le emissioni nocive.


Le espansioni in ambito fitoterapico
La vasta esperienza maturata negli ultimi anni, ha consentito a Idromeccanica Lucchini di consolidare la propria conoscenza nel campo della vertical farm. Diverse sperimentazioni, assieme alla collaborazione con prestigiose università, agronomi e specialisti del settore, hanno permesso all’azienda di raggiungere lo stato dell’arte in questa disciplina avveniristica. Sempre alla ricerca di nuove applicazioni dei modelli aeroponici e idroponici sviluppati, Idromeccanica Lucchini ha intuito l’ampia possibilità di sviluppo della vertical farm in campo fitoterapico, per la produzione di piante officinali.


Le necessità del mondo farmaceutico
L’industria farmaceutica e quella dei prodotti erboristici e nutraceutici necessitano di principi attivi derivati dalle erbe officinali che vengono, nella stragrande maggioranza dei casi, importate da paesi in via di sviluppo. Pur essendo apparentemente competitivi dal punto di vista economico, i prodotti fitoterapici del far east comprendono lotti molto vasti di scarsissima qualità scarsamente controllati e privi di certificazioni sicure. Inoltre, spesso le piante sono contaminate da funghi, parassiti o altri agenti esterni e spesso ibridate da altre essenze, con conseguente perdita di qualità del prodotto finito. I costi del trasporto, spesso inquinante e su gomma, limitano inoltre fortemente la convenienza di questo tipo di erbe officinali. In conseguenza di questo, le aziende farmaceutiche, in forte difficoltà nella lavorazione di un prodotto di scarso valore, sono alla ricerca di materie prime e principi attivi di alta qualità.


Cultipharm
Idromeccanica Lucchini ha risposto a questa necessità con la creazione di Cultipharm: una realtà che ha fatto proprie le conoscenze della vertical farm Lucchini e le ha applicate alla coltura di erbe officinali. Già la scelta del nome Cultipharm evidenzia sia le origini del brand legato al mondo della coltivazione e la sua forte propensione nei confronti dell’industria farmaceutica. Come già accade nel mondo di Idromeccanica Lucchini, al centro del progetto c’è la salute della pianta. Tutto il sistema di coltivazione è costruito attorno a questo principio che garantisce un prodotto di qualità portatore di un’alta concentrazione di principio attivo. Cultipharm soddisfa le esigenze della farmaceutica con un prodotto garantito certificato a residuo zero e interamente di filiera italiana.


Il fitotrone
Cultipharm ha sviluppato il concetto di fitotrone: uno specifico contenitore dove installare la coltura verticale di erbe officinali, che può essere realizzato sia all’interno di edifici di recupero, sia in pieno campo.
Si tratta di un ambiente scollegato dall’esterno, che non può essere contaminato in nessun modo da agenti dannosi per la coltura. L’ingresso è regolato da precisi protocolli sanitari per evitare ogni forma di intrusione nociva, rendendo il fitotrone una sorta di camera bianca dove gli operatori lavorano indossando tute e calzari completamente sterili. Il clima all’interno del fitotrone può essere regolato in modo da creare l’ambiente ideale e specifico per ogni tipo di coltura. La possibilità di creare il fitotrone all’interno di edifici di recupero o dismessi abbatte completamente l’impatto visivo. Il clima all’interno del fitotrone è controllato da algoritmi calibrati specificatamente sul tipo di coltivazione. Questi algoritmi, personalizzabili alle esigenze del cliente, calcolano la quantità di luce, la temperatura, l’apporto d’acqua e il nutrimento necessari alla pianta per crescere e prosperare.


I vantaggi della vertical farm in ambito officinale
I vantaggi della coltivazione di erbe officinali all’interno di un fitotrone Cultipharm sono molteplici perché migliorano e aumentano la produzione qualitativamente e quantitativamente e perché restituiscono all’industria farmaceutica un prodotto puro, di altissima qualità e privo di qualsiasi contaminazione. Le condizioni climatiche ricostruite nel fitotrone creano un ambiente ideale per il benessere della pianta e la concentrazione di principi attivi. Il fitotrone, potendosi alimentare attraverso l’uso di pannelli solari, risulta inoltre avere un impatto energetico prossimo allo zero. In particolare i vantaggi del vertical farm sono:

  • Risparmio di suolo
  • Bassissimo impatto ambientale ed energetico
  • Risparmio di acqua del 95% rispetto a una coltura tradizionale
  • Nessun utilizzo di pesticidi
  • Nessun residuo o agente contaminante
  • Nessun rischio di gelate o grandinate
  • Resa 5 volte superiore a quella in campo aperto
  • Produzione più veloce che non necessita di analisi di laboratorio
  • Più raccolti per anno (per diverse categorie di prodotti)
  • Minori emissioni di CO2 (utilizzo di pannelli solari e filiera logistica molto più snella)

Altri vantaggi per l’industria farmaceutica
Costretta a lavorare con materiali di scarsa qualità, spesso l’industria farmaceutica deve arricchire i propri prodotti con principi attivi di sintesi. Col metodo Cultipharm è possibile ingegnerizzare le piante officinali affinché esprimano il massimo del loro potenziale, estraendo quindi da ogni pianta un’altissima percentuale di principio attivo per il confezionamento di prodotti dall’alto valore terapeutico. Un’alta concentrazione di principio attivo, infatti, facilita l’assorbimento da parte dell’organismo umano.


I vantaggi per l’ambiente
Come già evidenziato, il metodo Cultipharm consente di risparmiare suolo, acqua, di abbassare l’impatto visivo e di evitare l’utilizzo di ogni forma di pesticida e, oltre a questo, consente di non intaccare il patrimonio arboreo spontaneo in natura evitando così la spoliazione dell’ambiente. All’interno del fitotrone è possibile anche estrarre principi attivi simili da piante differenti o studiare piante rare e antiche per preservarle, riprodurle e infine reinserirle nell’ambiente.

Vertical Farm come forma di investimento
La Vertical Farm può rappresentare anche una interessante forma di investimento. Il riutilizzo di spazi dismessi, una automazione spinta che necessita di una ridotta forza lavoro, il risparmio di acqua e suolo rendono l’investimento nel fitotrone economico già nel medio periodo. La forte richiesta di prodotti officinali da parte dell’industria farmaceutica, nutraceutica e dermocosmetica, che possono essere commercializzati sia come prodotto essiccato, sia come principio attivo estratto, rende questo mercato particolarmente fiorente. L’alta qualità del prodotto ottenuto con il metodo Cultipharm giustifica ampiamente il prezzo maggiore rispetto alla concorrenza extra europea. A ulteriore garanzia per chi voglia investire in Cultipharm sta l’esperienza di Idromeccanica Lucchini con tecnici e agronomi in grado di seguire il cliente dal progetto alla messa in funzione del progetto, fino al controllo di gestione, al confezionamento e alla commercializzazione, offrendo un servizio di consulenza a 360°.

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